Industrial IoT: cos’è e il ruolo nel Piano Transizione 4.0

Dic 3, 2021 | Industrial IoT

Partiamo dal concetto di base dell’IoT – Riprendendo la definizione data dagli Osservatori del Politecnico in un percorso di approfondimento dedicato proprio all’Internet of Things possiamo definirlo come quel percorso nello sviluppo tecnologico in base al quale, attraverso la rete internet, potenzialmente ogni oggetto dell’esperienza quotidiana acquista una sua identità nel mondo digitale.  L’IoT si basa sull’idea di oggetti “intelligenti” tra loro interconnessi in modo da scambiare le informazioni possedute, raccolte e/o elaborate.

Gli oggetti intelligenti stanno rivoluzionando la nostra quotidianità e le attività produttive delle aziende. Tanti, infatti, gli ambiti applicativi dell’IoT, dalla smart home, alla smart agricolture, alla smart city fino ad arrivare all’Industrial IoT. Nell’articolo proviamo a fare chiarezza proprio su quest’ultimo punto, considerandolo come l’ambito applicativo più vicino a noi.

Industrial IoT, cos’è e a cosa serve

Molto semplicemente potremo dire che Industrial IoT è l’applicazione del concetto di IoT al mondo industriale; parliamo quindi di connessione non più tra oggetti comuni (frigoriferi, forni, contatori ecc..) ma tra macchinari presenti negli impianti industriali, si tratta di uno dei concetti trainanti della fabbrica intelligente o Industry 4.0. Le applicazioni più diffuse sono legate alla gestione della fabbrica (Smart Factory, 66% dei casi), soprattutto per il controllo in tempo reale della produzione e dei consumi energetici, poi quelle di supporto alla logistica (Smart Logistics 27%), guidate dalla tracciabilità dei beni nel magazzino o lungo la filiera, e lo Smart Lifecycle (7%), con progetti per migliorare lo sviluppo di nuovi modelli e l’aggiornamento dei prodotti ( dati ripresi dal report degli osservatori del 2021 https://blog.osservatori.net/it_it/cos-e-internet-of-things).

Uno degli obiettivi dell’IIoT è quello di ottimizzare i processi produttivi. L’aumento del numero di macchinari connessi porta con sé uno smodato aumento della produzione di dati che devono essere gestiti e analizzati per poter estrapolare informazioni utili. Questi dati consentono alle aziende di prendere decisioni più consapevoli e prevedere possibili interventi futuri.

Riuscire ad analizzare questi dati ed interpretarli comporta una serie di vantaggi non indifferenti, ma vediamone alcuni:

  • Miglioramento della manutenzione predittiva e condizionata delle apparecchiature
  • Aumento della produttività delle fabbriche e della qualità della delivery
  • Automatizzazione dei processi
  • Lancio di nuovi modelli di business in ottica servitization

Elemento di congiunzione fra dati prodotti dall’IIOT e analisi (in ottica big data si intende) sono senza dubbio quelle che vengono definite come Digital orchestration platform. Le piattaforme di orchestrazione digitale sono in grado di ricevere e leggere i dati provenienti da diversi sensori posizionati sui macchinari (spesso queste piattaforme sono in grado di gestire molti tipi di protocolli, sia standard che non), sono in grado di elaborarli per effettuare poi monitoraggi e attuazioni in tempo reale (inviare ad esempio alert in caso di stati anomali). Allo stesso tempo queste piattaforme comunicano i dati a quelli che vengono definiti come data hub che li rende disponibili a successive elaborazioni. Ma vediamo come funziona un’architettura tipica che includa una piattaforma di questo tipo e preveda poi sviluppi in termini di analytics.

Architettura Industrial IoT – un esempio pratico

Come detto sopra, le piattaforme di Digital Orchestration sono in grado di raccogliere i dati provenienti dal mondo reale grazie ai sensori distribuiti sugli oggetti fisici per rilasciare degli output attraverso dashboard, sistemi di alert e notifiche near real time o real time; allo stesso modo possono andare ad alimentare architetture big data dove i dati IoT vengono storicizzati su data hub e vengono integrati con dati (strutturati e non) provenienti da altre fonti. I dati storicizzati vengono poi interrogati da tool di analisi allo scopo di rilasciare conoscenze inattese, addirittura fare analisi predittive ma anche automatizzare processi e definire scenari what/if in caso di soluzioni orientate all’Intelligent Automation (introduzione di algoritmi nelle soluzioni di analisi dei dati IoT permette di sviluppare scenari interessanti in termini process automation e decision automation). Inoltre, con le soluzioni di Digital Orchestration IIoT non solo è possibile estrarre le informazioni da un impianto ma è possibile effettuare anche delle attuazioni ovvero delle operazioni come, ad esempio, spegnere un macchinario all’interno di un impianto nel caso se ne valuti la necessità.

L’immagine sotto rappresenta in modo chiaro un’architettura tipicamente legata al concetto di Industrial IoT.

Architettura Industrial IoT - impianto con sensori, soluzioni hardware, spazio virtuale, piattaforme per monitoraggio, intelligenza artificiale

IoT come tecnologia abilitante del Piano Transizione 4.0

La scorsa settimana abbiamo cercato di spiegare il tema del Piano Transizione 4.0 con l’articolo Transizione 4.0 cos’è e come funzione all’interno del quale sarà possibile scaricare una guida per capire meglio alcuni elementi legati alla fiscalità e come Keplero rientra nei beni immateriali 4.0. L’Internet of Things (e di conseguenza IIoT) rientra nelle tecnologie abilitanti del piano transizione 4.0. Vediamo perché.

Nel nuovo piano Transizione 4.0 le agevolazioni sono rivolte ad investimenti relativi all’innovazione tecnologica che si può tradurre in investimenti per beni materiali e immateriali. Nel caso di beni strumentali materiali 4.0, ad esempio, è necessario che vi sia l’interconnessione con i sistemi di fabbrica e l’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/con altre macchine del ciclo produttivo (Allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 -ex Iper ammortamento)

Nel caso, invece, di investimenti in beni strumentali immateriali 4.0 ecco alcune caratteristiche richieste dal MISE (Allegato B, legge 11 dicembre 2016 n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32 della legge 27 dicembre 2017, n. 205):

  • software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l’ambiente e gli attori circostanti grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi;
  • piattaforme e applicazioni di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo e visualizzare agli operatori in linea specifiche azioni per migliorare la qualità del prodotto e l’efficienza del sistema di produzione;
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud;
  • Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per industrial analytics dedicati al trattamento ed all’elaborazione dei big data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale

Le tecnologie dell’IoT permettono, quindi, alle aziende di rispondere perfettamente agli obiettivi previsti dal Piano Transizione 4.0. Affidarsi ai professionisti del settore e scegliere di investire nell’IoT significa ottenere maggior produttività e competitività sul mercato.

 

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